San Gottardo: COMPLETIAMO L’OPERA!
San Gottardo: COMPLETIAMO L’OPERA!
Alcuni giorni fa il Consiglio federale ha deciso di sostenere il completamento della galleria del San Gottardo alla luce dei necessari lavori di risanamento e, soprattutto, per incrementare il grado di sicurezza di questo fondamentale passaggio Nord-Sud. Una decisione sorprendente, almeno in parte, data l'avversione fin qui mostrata dal Governo nei confronti di quel raddoppio, così definito dagli oppositori, che alla fine altro non è che il completamento del progetto iniziale del tunnel per chi sa e vuole leggere correttamente la storia di questa opera. Una scelta politica che mi rende, e con me tutti i fautori di un collegamento sicuro tra il Ticino e il resto della Svizzera, oltremodo felice e soddisfatto. Sia dunque a livello personale che per quanto riguarda i Giovani UDC Ticino questo passo rappresenta la coronazione di un impegno che iniziò nell'estate del 2009, ancora sotto la presidenza di Lara Filippini, allorquando con i nostri colleghi urani iniziammo a portare avanti l'idea di coinvolgere i rispettivi Cantoni, e di conseguenza l’opinione pubblica, nella discussione riguardante il raddoppio semplice della galleria del San Gottardo. In buona sostanza si chiedeva nuovamente la realizzazione di due tubi unidirezionali a corsia di transito unica. Gli amici dell’altro versante del Gottardo intrapresero la via dell'iniziativa popolare mentre noi propendemmo per quella parlamentare, grazie al gruppo UDC in Gran Consiglio e al deputato Marco Chiesa. A suo tempo non erano ancora stati ufficializzati i progetti dell'USTRA in merito alla chiusura prolungata della galleria a causa dei lavori di risanamento, ma, ufficiosamente, si sapeva cosa questo avrebbe comportato per il Ticino. Una chiusura di circa tre anni. Questo improponibile scenario affiancato dalla necessità di rendere più sicura la galleria ci spinse a rompere gli indugi e ad attivarci per far meglio comprendere le esigenze dei nostri Cantoni. La soluzione oggi sostenuta anche dal Consiglio federale permette, infatti, la quadratura del cerchio in quanto risponde alle nostre esigenze e rispetta i dettami costituzionali iscritti nell'art. 84 dell'iniziativa delle Alpi, come confermato dalla Consigliera federale Doris Leuthard. Ovviamente i festeggiamenti per la felice decisione dovranno attendere, il percorso democratico é certamente ancora lungo e tutto in salita. Di fatto si tratta del primo passo di un iter parlamentare che già si preannuncia infuocato e, qualora le Camere federali dovessero avvallare gli auspici del Collegio governativo, lo schieramento rosso-verde impugnerà sicuramente la decisione con l'arma del referendum, come nel loro diritto. A quel momento la palla passerà nuovamente al popolo svizzero, che, almeno secondo un sondaggio di alcune settimane fa, si è dimostro piuttosto propenso ad accettare un completamento come da noi prefigurato. Completamento ben differente da quello richiesto dall'iniziativa “Avanti” ini votazione nel 2004, dove vi era un palese aumento della capacità di traffico. Non vi è infatti alcuna intenzione di raddoppiare le attuali corsie passando dalle due attuali a quattro, come socialisti, verdi e associazioni ambientaliste preconizzano, molto strumentalmente per la verità. Le corsie di marcia sono e resteranno due, ma il traffico viaggerà in senso monodirezionale e vi sarà la possibilità di utilizzare un seconda corsia in caso d’emergenza. Tengo a sottolineare che un eventuale raddoppio delle corsie sottostarebbe obbligatoriamente a una votazione per la modifica della Costituzione e quindi necessiterebbe della maggioranza di Popolo e Cantoni, quindi i timori che esprime lo schieramento dei detrattori del completamento sono totalmente infondate. Anche la questione del trasferimento del traffico pesante dalla gomma alla ferrovia non viene in alcun modo messo in discussione, ma bisogna tenere conto dei timori e delle cifre espresse più volte dalle Autorità e dalle Ferrovie federali svizzere secondo cui Alptransit non avrà la possibilità di assorbire tutta la mole di traffico pesante pronosticata nei progetti iniziali della Nuova ferrovia trasversale alpina. Vi è quindi l'imperativa necessità di un cambiamento di paradigma che non preveda la concorrenza tra ferrovia e strada ma una equilibrata complementarietà tra i due sistemi di transito nel rispetto della Costituzione e soprattutto della volontà del Popolo sovrano. Come detto, la strada è ancora lunga ma abbiamo imboccato la via giusta per ottenere infine un passaggio attraverso il Massiccio del Gottardo al passo con i tempi, sicuro e che eviti al Ticino l'isolamento al momento del risanamento della vecchia galleria.
Alain Bühler, Presidente Giovani UDC Ticino
