Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione "Rescindere l'accordo di Schengen" depositata dal sottoscritto e da 19 cofirmatari il 12 marzo 2012 perseverando nella sua convinzione che Schengen abbia comportato un aumento della sicurezza. I dati in suo possesso non permetterebbero d'imputare a Schengen l'aumento della criminalità osservato in determinati Cantoni. Il Consiglio federale non spiega però a cosa sarebbe dovuto questo aumento, né le modalità per contrastarlo, limitandosi ad una vaga promessa d'osservare con attenzione la situazione nelle zone di confine.
Occorre ribadire alcune cifre nude e crude: dal 1º giungo 2010 nel Mendrisiotto vi sono state oltre una ventina di rapine ai danni di uffici cambi e distributori di benzina, "casualmente" a ridosso di valichi non più presidiati! Il pendolarismo del furto ad opera di membri delle comunità rom d'oltrefrontiera, spesso minorenni, preoccupa e trova la giustizia completamente incapace di reagire. Di fronte a tutto ciò, il Consiglio federale sembra però vivere col paraocchi!
Anche la questione dei costi, che hanno raggiunto 185 milioni di franchi nei primi due anni, invece dei 7.4 annui inizialmente previsti, non sembra turbare più di quel tanto il nostro governo.
Durante la discussione che avverrà in Consiglio nazionale, l'UDC si batterà compatta affinché questa mozione venga approvata, nella speranza che anche i parlamentari di altri partiti residenti in zone di frontiera la sostengano, passando dalle parole ai fatti.
Sbagliare è umano, perseverare è diabolico
L'Autorità di vigilanza del Ministero pubblico della Confederazione ha invece preso posizione sull'interpellanza "Ristabilire la credibilità del MPC" da me depositata dopo che gli atti del procedimento penale Quatur su presunte ramificazioni della 'ndrangheta in Svizzera sono stati rinviati alla Procura federale per crasse violazioni del diritto al contraddittorio. Il procedimento, costato finora oltre 1.4 milioni di franchi, è passato di mano a ben cinque tra procuratori federali e giudici istruttori federali senza che nessuno si accorgesse di questa mancanza, che l'Autorità di vigilanza imputa all'Ufficio dei giudici istruttori federali. Ora il MPC dovrà ripetere vari interrogatori, anche su rogatoria, e ripresentare un nuovo atto d'accusa, il che comporta oltre a nuove spese, pure un ennesimo danno d'immagine.
Pierre Rusconi
Consigliere nazionale UDC TI
