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GUDC

Libera circolazione: siamo alle solite!

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 Durante questo periodo, in Consiglio federale, si sta nuovamente dibattendo su un tema importante e allo stesso tempo cruciale, del quale si è più volte discusso: l'accordo di libera circolazione delle persone. E' infatti apparsa questo sabato, sui vari quotidiani, la notizia che il Consiglio federale vorrebbe attuare delle misure accompagnatorie più restrittive sull'accordo sopraccitato in modo da evitare l'espansione di ulteriori casi di dumping salariale e finti indipendenti. Ma chissà perchè, quando in un primo tempo, questi problemi riguardavano solo Cantoni di frontiera come il Ticino, per i sette ministri non c'era nessun problema,mentre adesso che le conseguenze di questo accordo si stanno espandendo a macchia d'olio anche nelresto della Svizzera, allora ci si è accorti che qualcosa effettivamente non va. Per la serie: dopo la decima fetta finalmente hanno capito che era polenta. Anche altre associazioni come i sindacati OCST,UNIA e SYNA, in questi giorni hanno messo in evidenza il problema. L'unica medicina a questa grave malattia è rimettere i contingentamenti proposti anche dall'iniziativa UDC che chiede lo stop all'immigrazione di massa. Solo così si potrà tenere la situazione sotto controllo, con un'immigrazione che sarà conformealle reali esigenze della nostra economia e dove la manodopera locale dovrà avere sempre la precedenza. Vorrei proprio sapere quanti (Consiglio federale, altri partiti di governo e associazioni varie), che solamente adesso si sono chinati sul problema, vorranno appoggiare la nostra Iniziativa. A tal proposito, vorrei ricordare che tutte queste persone, quando si era votato più volte sul tema, e sulle varie estensioni della libera circolazione ai paesi divenuti nel frattempo nuovi stati membri dell'UE, si erano sempre stracciate le vesti a favore dell'accordo di libera circolazione delle persone, pur essendo a conoscenza delle nefaste conseguenze che esso avrebbe causato. Sarei poi proprio curioso di sapere se il nostro governo questa volta vorrà finalmente mettere in atto queste "misure accompagnatorie", dal momento che già nel 2009,in piena crisi economica e del mercato del lavoro, sembrava intenzionato a farlo, per poi fare marcia indietro, ed ammettere, mesi dopo, per bocca della ministra Doris Leuthard "di aver commesso un errore".
Non concepisco poi, la presa di posizione del presidente (filo-europeista) del PPD, Christoph Darbellay, il quale, durante l'assemblea dei delegati del suo partito sabato 21 gennaio, dopo aver elogiato in lungo e in largo la libera circolazione delle persone definendola "un successo che ha permesso di far arrivare nel nostro paese personale qualificato" (il più delle volte, purtroppo, a scapito nostro), ha poi ammesso che con essa "non tutto è perfetto" e che "bisogna essere più attenti ai problemi di regioni come Ginevra, Ticino e Giura dove la pressione non si esercita solo sul mercato del lavoro, ma anche nei trasporti, negli alloggi e nelle scuole" ed esortando i nostri imprenditori ad assumere gli svizzeri. Eh già, come se il presidente PPD non sapesse che, sul mercato del lavoro,proprio grazie all'accordo da lui elogiato, sono in molti che, in barba alla propria coscienza, preferiscono assumere manodopera estera. Coerenza uguale a zero quindi!
Concludendo, è inutile che il Consiglio federale e la maggioranza dei partiti da esso composti, si dicano (a parole) preoccupati delle conseguenze dell'accordo sovrammenzionato, quando poi invece nei fatti cercano di osteggiare qualsiasi misura efficace per porvi rimedio.
L'importante, come al solito, è mai darla vinta all'odiata UDC.


Andrea Fedele, membro GUDC Ticino e sezione UDC Locarno