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UDC Ticino

Sussidi al volo Lugano-Berna? No grazie

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Quando sento parlare di sussidi ad una qualche attività economica mi pongo sempre alcune domande: è denaro ben speso? Si può spenderlo meglio? Oppure, siccome non esiste denaro pubblico ma solo soldi dei contribuenti, non è possibile lasciarlo nelle tasche di chi lo ha guadagnato?

I criteri da prendere in considerazione per valutare se dei contributi statali siano giustificabili o meno sono molteplici ed a volte molto diversi fra loro, è però chiaro che in ogni caso deve esserci sempre un preminente interesse pubblico.

I sussidi al volo fra Lugano e Berna sono un caso emblematico a riguardo.

Nel 2007 nessun operatore si era più fatto carico della tratta nonostante i notevoli aiuti messi a disposizione, questo perchè nel biennio 2005-6 era risultata deficitaria per 3 milioni di franchi ed in tutto il 2006 aveva avuto poco più di 3000 passeggeri.

Negli ultimi mesi, data l'idea della compagnia Skywork di inaugurare un volo fra Berna e Milano, vi è stata la proposta di ripresentare un sussidio di 1,3 milioni di franchi per 3 anni a carico di Confederazione, Cantone e città di Lugano in modo da portare questo operatore ad interessarsi ad un collegamento fra la capitale e lo scalo ticinese invece che con un aereoporto lombardo.

Le argomentazioni a favore sono principalmente tre.

La prima è che dei voli giornalieri permetterebbero a chi viaggia per affari di andare e tornare in giornata da Berna. Mi chiedo però quanti si spostino regolarmente per affari in una città dove ha sede solo l'amministrazione federale e qualche ex regia. Credo pochi, altrimenti, se vi fosse una reale domanda, si potrebbe proporre un'offerta senza necessità di sussidi.

La seconda è che con la prevista chiusura della galleria del San Gottardo vi sarà bisogno di migliorare i collegamenti dal Ticino al resto della Svizzera. Fatta salva la premessa che è prioritario evitare questo scenario, non mi pare abbia molto senso parlare ora di una contromisura implementabile nel giro di pochi mesi (e per di più di discutibile efficacia) quando un'eventuale chiusura non è prevista prima del 2019.

La terza è che si tratterebbe di un sussidio di avviamento per una nuova tratta, la quale poi potrebbe diventare redditizia in quanto lo scalo di Berna fungerebbe da hub per altre destinazioni europee.

Riguardo la possibile redditività futura ho grossi dubbi perchè solo per arrivare al pareggio sarebbe necessario almeno un raddoppio dei passeggeri rispetto al 2006, impresa non facile dato che quasi tutte le destinazioni proposte con scalo a Berna sono già collegate con voli diretti a Milano o a Zurigo.

Inoltre fra 5 anni entrerà in servizio Alptransit e l'aereoporto di Kloten sarà raggiungibile in meno di 2 ore dal Ticino con le evidenti comodità del caso.

Infine c'è un ultimo interrogativo da porsi: anche ammesso che possa mai diventare una tratta in grado di autofinanziarsi (e come scritto in precedenza ne dubito fortemente), il volo per Berna ha una tale valenza di pubblica utilità da meritarsi dei sussidi milionari? Dal mio punto di vista no in quando il trasposto di poche migliaia di passeggeri verso una destinazione comunque facilmente raggiungibile sia in treno che in automobile non li giustifica. Non si tratta poi neppure di un reale contributo d'avviamento in quanto non ci troviamo di fronte ad una startup innovativa con difficoltà di accesso al credito.

Solo in questo caso un aiuto iniziale può aver senso, per permettere all'azienda di svilupparsi e produrre molta più ricchezza di quanta investita, qui invece ci troviamo di fronte ad una ditta di trasporti attiva in un mercato ormai maturo e saturo che senza un'adeguata copertura statale non si interesserebbe ad un progetto probabilmente deficitario.

Athos Ambrosini, presidente distrettuale UDC, Giubiasco