La galleria dal Cantonaccio verso Porto Ronco, un sogno che sta svanendo
La galleria dal Cantonaccio verso Porto Ronco, un sogno che sta svanendo
Durante l’ultima sessione parlamentare, si è affrontato il tema della sistemazione della strada tra Porto Ronco ed Arcegno.
Il Gran Consiglio ha accettato quasi all’unanimità, esclusi i Verdi, il credito per la sistemazione in tre punti critici di questo tratto stradale.
Sono lavori certamente importanti, che permetteranno un migliore scorrimento del traffico nelle due direzioni, limitatamente al passaggio di autovetture, ma non risolveranno assolutamente i problemi che spesso affliggono la litoranea, nel tratto tra la fine dell’attuale galleria, e Porto Ronco.
In effetti, questo tratto di strada nel corso degli anni è stato caratterizzato da numerosi smottamenti, franamenti e deterioramenti importanti dei sostegni del manto stradale.
Tutto ciò, oltre ad essere un oggettivo pericolo per gli utenti - ricordo che si tratta di una strada internazionale molto frequentata - ha creato non pochi problemi di traffico a seguito della sua chiusura e la conseguente deviazione dello stesso sulla Porto Ronco - Arcegno – Losone. Questo percorso, ricordo, non è purtroppo né ora, né in seguito ai lavori sopraccitati, percorribile da mezzi pesanti, da roulotte o camper di grandi dimensioni.
Se da un lato gli utenti della strada che porta a Ronco S/Ascona usufruiranno di un migliore accesso al paese, grazie all’investimento del Cantone di 3,5 milioni, dall’altro l’annoso problema della litoranea non è assolutamente risolto.
Da anni si dibatte su questo collegamento tra Locarno – Brissago e il confine italiano, ma non si è ancora trovata la giusta soluzione - o meglio, la soluzione ideale c’era ed era da tutti o quasi auspicata, quella della nuova galleria col progetto messo in consultazione nel 2001 - ma lo stesso non fu mai pubblicato per questioni finanziarie e di priorità.
Ci troviamo oggi ai piedi della scala: non abbiamo un progetto alternativo e, soprattutto, abbiamo una situazione del pendio sovrastante la strada, estremamente pericolante e pericolosa.
Il credito votato comprende ulteriori 200'000 franchi per lo studio di varianti al vecchio progetto della galleria, per la quale si ipotizzava un costo di 140 milioni.
Di reali alternative a quest’ultima, oggettivamente, non ce ne potranno essere; la sola cosa che si potrà intraprendere, sarà lo studio della sistemazione radicale del pendio sovrastante la litoranea, sperando che prima non ci scappi il morto.
A mio modo di vedere è un intervento di ripiego che mai risolverà i problemi che affliggono questo tratto di strada internazionale. Infatti, il crescente traffico - oggi si parla di circa 10'000 veicoli giornalieri - caratterizzato anche da numerosi veicoli pesanti, risulterà sempre estremamente difficoltoso nelle strettoie, e causa di continui rallentamenti. Anche i costi saranno imponenti e i lavori non potranno essere svolti facilmente, vista la mancanza di percorsi alternativi adeguati.
Tutto sommato, credo che se si avesse agito tempestivamente, con l’aiuto della Confederazione, la miglior soluzione poteva essere ancora la galleria.
Oggi, vista la misera situazione delle finanze cantonali, il tutto pare davvero troppo problematico.
Peccato, si è persa una vera occasione per risolvere un problema di grande importanza, in una regione altrettanto importante che contribuisce massicciamente, grazie alla propria forza economica, al bene del Cantone.
Gabriele Pinoja, Presidente UDC Ticino.
