Iniziative Nazionali
Iniziativa popolare federale "Difendiamo la Svizzera: il segreto bancario nella Costituzione!"
Scarica il file PDF dell'iniziativa :
- Italiano : DIFENDIAMO LA SVIZZERA: il segreto bancario nella Costituzione!
- Deutsch : VERTEIDIGEN WIR DIE SCHWEIZ! Das Bankgeheimnis muss in die Bundesverfassung
- Français : DEFENDONS LA SUISSE: le secret bancaire dans la constitution fédérale
Perché ancorare il segreto bancario nella Costituzione?
Innanzitutto i promotori dell'iniziativa, Lega dei Ticinesi e UDC Ticino, vogliono impedire che il Consiglio Federale cali vergognosamente le braghe - senza consultare Parlamento e Popolo - come già fatto lo scorso 14 marzo 2009 con USA, Germania e Francia.
Ancorando il segreto bancario nel testo fondamentale della Confederazione Elvetica non si eviteranno le pressioni estere, ma si fornirà una barriera all'azione del Governo federale e del FINMA (autorità federale di sorveglianza sui mercati nanziari). L'importanza di tale inserimento è stata dimostrata proprio dal Consiglio Federale, che ha abdicato alle potenze mondiali illegalmente.
Inserire il segreto bancario nella Costituzione federale significa tutelare gli interessi della piazza finanziaria svizzera e quindi arginare le sbandate di coloro che negoziano al ribasso, svendendo la Svizzera senza consultare il Popolo!
Difendere la piazza finanziaria è difendere la Svizzera!
Le banche elvetiche gestiscono oltre 2'500 Miliardi di franchi di clienti privati esteri, ossia un terzo del patrimonio mondiale. Questa somma faraonica fa gola a molti, specialmente a Stati Uniti e Londra.
Questi patrimoni gestiti dagli istituti elvetici creano migliaia di posti di lavoro in Svizzera. Purtroppo né il governo federale né le direzioni delle grandi banche si sono dimostrati capaci di difendere degnamente il nostro Paese e la nostra piazza finanziaria.
Dopo una "arroganza" iniziale, coloro che erano chiamati a difendere la Svizzera e il suo segreto bancario si sono chinati ai voleri degli Stati esteri. Il tradimento del segreto bancario, con la fornitura di liste nominative di conti in banche svizzere, è gravissimo e mette in serio pericolo la reputazione e l'attrattività della nostra piazza finanziaria.
Questo agire mina le migliaia di collaboratori delle banche elvetiche che si poggiano proprio sul segreto bancario e sulla correttezza nel gestire i patrimoni.
Questi posti, senza l'inserimento del segreto bancario nella Costituzione rischiano di scomparire a breve, in quanto i capitali sono mobili.
Il settore bancario costituisce l'essenza del mondo economico e del lavoro svizzero. Dobbiamo evitare che il sistema elvetico venga minato alle sue fondamenta, sarebbe una catastrofe!
Cosa si propone con l'iniziativa?
Il testo che chiede di modicare la Costituzione federale vuole proteggere il cittadino contro i ficcanaso e anche contro lo Stato ficcanaso. Ognuno deve - nei limiti di legge - poter agire come vuole, senza la sorveglianza di Stato e altre organizzazioni.
Le informazioni dei cittadini non possono essere svendute a nessuno!
Il capoverso 3 formula esplicitamente la protezione della sfera privata e anche delle relazioni d'affari, in particolare il segreto bancario; questo permette di tutelare che qualcuno infili il proprio naso nei conti altrui.
Il capoverso 4 ribadisce che la protezione del segreto bancario rappresenta una garanzia per il cittadino onesto. I soldi provenienti da attività criminali (narcotraffico, sequestri di persone, truffe, ...) potranno sempre essere sequestrati e consegnati ad autorità straniere, così come i titolari di detti conti. Il capoverso specifica che tale procedura sarà garantita nei casi di doppia incriminazione del reato, in modo da evitare che la sottrazione fiscale non venga perseguita (in quanto non riconosciuto come reato dalla Svizzera).
Il capoverso 5 mette i paletti anché il segreto bancario non venga svuotato della sua importanza e dei suoi contenuti, obbligando l'autorità federale a promulgare una Legge chiara atta ad impedire l'aggiramento del segreto bancario.
La Costituzione federale è modificata come segue
Art. 13 Titolo (nuovo) e cpv. 3 a 5 (nuovi)
Titolo
Protezione della sfera privata e garanzia del segreto bancario (nuovo)
3 Ognuno ha diritto alla segretezza delle sue relazioni d'affari con le banche autorizzate ad operare in Svizzera. Senza il suo consenso, nessuna informazione sarà trasmessa a una entità estera o a un'autorità federale non vincolata dal al segreto bancario.
4 Il segreto bancario non copre attività criminali come terrorismo, crimine organizzato, riciclaggio di denaro e la Svizzera assicura assistenza all'autorità estera quando l'attività perseguita sia punibile dal diritto interno (principio della doppia incriminazione).
5 La legge prevede provvedimenti per evitare che la garanzia del segreto bancario venga aggirata a scopi di indagine fiscale. L'autorità giudiziaria può rivedere la qualificazione del reato proposta dallo Stato richiedente.
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L’iniziativa popolare arriva al momento giusto. Il Consiglio federale e il Parlamento hanno dimostrato con il loro comportamento in questi ultimi mesi, che c’è un urgente bisogno di questo nuovo diritto popolare quale strumento della democrazia diretta. A seguito dell’iniziativa sui minareti molte cittadine e cittadini svizzeri hanno avuto l’impressione di trovarsi nel “film sbagliato”, quando diversi consiglieri federali si sono distanziati dal proprio popolo e dalla sua chiara decisione. I nostri ministri non si sono schierati con il loro popolo difendendone la decisione e spiegando la nostra unica democrazia, al contrario, i membri del governo hanno dimostrato di sentirsi obbligati non verso il proprio popolo bensì, in primo luogo, nei riguardi delle comunità politiche internazionali e del diritto internazionale.
Con il successo dell’iniziativa, il popolo svizzero, dopo il 1900 e il 1942, otterrà per la terza volta la possibilità di andare alle urne per votare sul tema dell’elezione popolare del Consiglio federale. Al momento della votazione dunque, l’ultima volta che il popolo svizzero si è espresso su questa questione risalirà a oltre 70 anni fa. È tempo di porre di nuovo al popolo questa domanda.
Cosa vuole l’iniziativa:
- Il gremio elettorale per il Consiglio federale è il popolo svizzero e non più il parlamento, come è prassi usuale nei cantoni. Ciò crea un rafforzamento della democrazia diretta e un maggiore controllo del potere.
- L’elezione popolare del Consiglio federale avrà luogo ogni quattro anni assieme alle elezioni ordinarie del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati. Eleggibile quale consigliere federale è chiunque sia eleggibile per il Consiglio nazionale.
- Alle minoranze linguistiche sara
- nno garantiti almeno due seggi. In questo modo è garantito alla Svizzera latina di essere adeguatamente rappresentata in Consiglio federale, come esplicitamente prescritto dalla Costituzione. Ciò è un miglioramento rispetto ad oggi.
- Il sistema d’elezione si orienta sul maggioritario. Ossia conformemente al sistema secondo il quale tutti i voti validi ottenuti da un candidato (senza schede bianche) viene diviso per il numero dei consiglieri federali da eleggere, e il risultato diviso a sua volta per due, aggiungendo poi 1. Questo metodo maggioritario – che è utilizzato nella maggior parte dei cantoni – si avvicina molto al sistema proporzionale, perché la maggioranza assoluta non è posta ad un livello eccessivamente alto, per cui non è imperativo che si arrivi a dover effettuare un turno di ballottaggio.
L'argomentario, gli aggiornamenti e tutte le informazioni necessarie le trovate a questo link: www.elezione-popolare.ch
Formulario per la raccolta firme
Iniziativa popolare federale a favore delle famiglie
La famiglia è il fondamento della nostra società. L’UDC vuole alleggerire fiscalmente le famiglie con figli. Questi sgravi fiscali non devono però andare a beneficio unicamente delle famiglie che fanno accudire da terzi i propri bambini. In questo modo si svantaggerebbero fiscalmente i genitori che accudiscono personalmente i propri figli. L’UDC s’impegna in tutti i settori a favore di un rafforzamento della responsabilità individuale e combatte qualsiasi tendenza a delegare allo Stato gli obblighi parentali. Non è quindi accettabile che dei genitori possano approfittare fiscalmente del fatto di affidare a terzi i propri figli, mentre quelli che assumono personalmente il dovere dell’accudimento dei figli sono esclusi da questo vantaggio fiscale.
Le camere federali hanno deciso, durante la sessione autunnale 2009, che i costi giustificati – limitatamente a un massimo di Fr 10'000.- l’anno – per l’accudimento dei figli da parte di terzi, possono essere detratti dal reddito imponibile (Art. 33 cpv. 3, risp. art. 212 cpv 2bis LIFD). Anche i cantoni, con questa decisione federale (Legge sull’armonizzazione delle imposte) sono obbligati a introdurre nel diritto cantonale un’adeguata deduzione fiscale per l’accudimento dei figli da parte di terzi. Possono tuttavia fissarne liberamente il limite massimo. Alle camere federali, l’UDC non è riuscita a far accettare la sua proposta di far beneficiare tutte le famiglie della deduzione per l’accudimento dei figli. Affinché ciò malgrado tutte le famiglie possano beneficiare della deduzione fiscale per l’accudimento dei figli, l’UDC lancia l’iniziativa popolare “Iniziativa a favore delle famiglie: sgravi fiscali anche per i genitori che accudiscono personalmente i propri bambini” con la seguente formulazione:
La Costituzione federale del 18 aprile 1999 sia modificata come segue:
Art. 129 cpv. 4 (nuovo)
4 Ai genitori che accudiscono personalmente i figli è concessa una deduzione fiscale almeno equivalente a quella accordata ai genitori che affidano a terzi la custodia dei figli.
Per maggiori informazioni: www.iniziativa-famiglie.ch
Formulario per la raccolta firme




