INTERROGAZIONE: Polo culturale, un vaso di Pandora?
In data 22 dicembre 2004 con 50 voti favorevoli, 0 contrari e 3 astenuti, il Consiglio comunale di Lugano ha approvato il messaggio 6667 concernente una richiesta di credito di Fr. 169'004'143.- a favore del nuovo Polo Culturale area ex Palace.
A suo tempo, tutti i gruppi politici concordavano sul fatto che tale opera rappresentava una tappa fondamentale della nuova Lugano e che l’area in questione sarebbe diventata un importante riferimento storico, urbanistico e architettonico della Città. “Un’area strategica, oggi degradata, potrà così esprimere tutte le sue potenzialità e proporsi come immagine di una Città dinamica in continua evoluzione, consapevole di dover diversificare la sua attrattività per affrontare le sfide future.” (vedi rapporto della commissione della Gestione, 1 dicembre 2004)
Anche la commissione edilizia, chiamata a valutare l’aspetto tecnico dell’investimento, con un rapporto per l’occasione elaborato da ben quattro relatori, concludeva condividendo e sostenendo l’operato del Municipio.
A cinque anni di distanza da quella decisione molte cose sono cambiate. La crisi finanziaria partita da oltreoceano si è ben presto trasformata in crisi economica, il terzo scudo fiscale italiano, l’attacco al nostro segreto bancario e la libera circolazione delle persone, hanno messo, e mettono tutt’ora, a rischio molti posti di lavoro nella nostra Città, penalizzando i gettiti e intaccando l’ottimismo e la fiducia dei nostri cittadini. Insomma, il polo culturale sostenuto da tutti per molti, ora, sembra non più rappresentare una priorità.
Cosa fare dunque?
Al di là del fatto, scontato, che il progetto, oramai partito, debba in qualche modo necessariamente essere portato a termine, non escludendo un suo eventuale ridimensionamento, é di fondamentale importanza per il suo buon esito che si faccia immediatamente chiarezza sullo stato dell’arte. Al punto 3 del dispositivo della risoluzione municipale, allo stesso Municipio era assegnato un compito ben chiaro, ossia quello di informare semestralmente, per iscritto, il consiglio comunale sullo stato d’avanzamento dei lavori. Purtroppo a cinque anni di distanza da quella votazione la comunicazione è stata alquanto lacunosa e le promesse non rispettate. La domanda sorge dunque spontanea, il Municipio sta forse nascondendo qualche cosa? Come se non bastasse questa misteriosa manchevolezza si accompagna a voci giornalistiche che mettono in guardia i cittadini luganesi da eventuali fregature da parte dei vincitori dell’appalto, gli spagnoli della COMSA che, per di più, sembrerebbero aver già incassato in anticipo ben 15 milioni di franchi. Per non parlare poi delle affermazioni, francamente preoccupanti, di una persona competente in materia come l’architetto Giorgio Giudici, sindaco di Lugano, che sembrerebbe aver affermato in seduta municipale: “Qui lo dico e qui lo nego, ma come costruttore vi dico che questo cantiere non lo finiamo!”.
Alla luce di quanto sopra, i sottoscritti consiglieri comunali pongono i seguenti quesiti:
- Per quale motivo il Consiglio comunale non é mai stato informato convenientemente sullo stato d’avanzamento dei lavori del cantiere Polo Culturale area ex Palace così come disposto dalla risoluzione che prevedeva un comunicazione scritta semestrale?
- Chi é il responsabile del cantiere Polo culturale – area ex Palace? Corrisponde al vero che il responsabile previsto dal contratto e approvato dalla Città è misteriosamente scomparso nel nulla?
- Sembrerebbe esserci un serio problema a riguardo della stazione di betonaggio? La stessa verrà realizzata in centro città?
- Quali megafregature, ventilate da più parti, dobbiamo attenderci in questo cantiere?
- Qual’è l’attuale indirizzo del Municipio a proposito di questo cantiere? Lo si porterà a termine così come votato o lo si ridimensionerà?
- Il credito votato è sufficiente per completare l’opera o vi è da prevedere una nuova richiesta di credito e dunque un sorpasso rispetto al preventivo?
Con ogni ossequio
Il gruppo UDC in consiglio comunale
Marco Chiesa, Eros Mellini, Alessandra Noseda




